Alla scoperta della cartapesta

Scuola secondaria di primo grado G. Marconi

  

L’esperienza trascorsa con i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado G. Marconi  è stata davvero unica ed emozionante… Abbiamo fatto vivere ai ragazzi l’impegno e la dedizione che ci vogliono per realizzare delle maschere in cartapesta, un procedimento lungo e articolato che richiede prima di tutto molta pazienza. Tanti sono i passaggi per ottenere una maschera. La ricetta è subito servita:

-         prima di tutto è necessario realizzare il calco in creta sagomandolo nella forma che poi andremo ad ottenere quale risultato finale;

-         si prepara poi il gesso liquido per la creazione dello stampo;

-         si dispone il calco in creta all’interno di un contenitore e si versa al suo interno il gesso liquido;

-         lasciare amalgamare il composto per circa 40 minuti;

-         staccare il blocco di gesso dal contenitore e fare leva sulla maschera di creta finchè non si stacca… et voilà lo stampo è pronto per l’uso.

-         A questo punto si inizia la fase dell’incarto: preparare dei fogli di giornale (quotidiani);

-         preparare la colla portando dell’acqua ad ebollizione unendo quindi della comunissima farina da cucina, mescolare, e lasciare raffreddare;

-         pennellare l’interno dello stampo con un po’ di polvere di talco sciolta in un po’ di acqua fredda;

-         con un pennello spalmare la colla sui fogli di giornale e sovrapporli uno all’altro fino a creare un foglio composto di 3 strati;

-         strappare dal foglio tenuto in senso orizzontale piccole strisce di carta e adagiarle con una leggera pressione all’interno dello stampo;

-         ripetere questa azione per due volte fino a ricoprire l’interno dello stampo con 2 strati di carta (6 fogli di giornale);

-         lasciare ad asciugare per circa 24-48 ore.

-         Procedere ora con le fasi finali: sollevare dallo stampo la maschera di cartapesta;

-         con un pennello di pittura ricoprire la maschera con uno strato di cementite (questo prodotto le permetterà di acquisire ulteriore solidità e robustezza oltre che darle uno sfondo completamente bianco per poter poi utilizzare i colori a tempera);

-         ritagliare le parti superflue della maschera e dipingere con le tempere e decorare a fantasia;

-         verniciare per ottenere un’opera d’arte lucente e brillante.

Quasi tutti questi passaggi sono stati realizzati durante una intensa settimana di lavoro, dal 14 al 19 gennaio 2013, in collaborazione con l’istituto G. Marconi ed in particolare con il professore Mirco Conzon al quale non finiremo mai di dire grazie per la collaborazione e l’entusiasmo dimostrato e trasmesso ai suoi alunni.

Un grazie anche ai tanti volontari che hanno aiutato i ragazzi a comprendere e mettere in pratica questa tecnica meravigliosa: Antonio Grandin, Bruno Biancotto, Ennio Nadalon, Luigi Citton, Sabrina Zorzetto e Giuliano Vidali.

Le lezioni erano composte da una prima parte teorica durante la quale i maestri costruttori hanno spiegato i segreti della tecnica sopra descritta, per poi passare ad una parte pratica durante la quale i ragazzi, maniche tirate su e grembiule addosso, si sono messi all’opera, sporcandosi le mani e non solo, per realizzare il compito che gli era stato affidato.

Le classi si sono susseguite una dopo l’altra partecipando quindi tutte assieme alla realizzazione delle maschere: quelle del lunedì hanno lavorato per l’incarto delle maschere, quelle successive del martedì e del mercoledì le hanno staccate e dipinte con la cementite. Quelle seguenti le hanno ritagliate e rifinite per poi concludere con la pittura e verniciatura.

Insomma, oltre a tirare fuori la creatività (ed i nostri ragazzi delle medie ne hanno da vendere), l’intento era anche quello di insegnare loro che alle volte i risultati migliori si raggiungono in squadra: come per la realizzazione di un meraviglioso carro allegorico occorrono molte persone e una comunione di intenti, così anche per la realizzazione di questo progetto i ragazzi hanno appreso l’importanza di lavorare assieme, fidandosi del lavoro fatto da chi è venuto prima, e impegnandosi per lasciare un buon semilavorato a chi veniva dopo.

Queste maschere sono quindi il segno di un lavoro condiviso, di fiducia e di impegno per uno scopo, anche quando il frutto finale non ci spetta di vederlo direttamente in prima persona, ma verrà raccolto da qualcun altro… in poche parole il segno dello spirito di tantissime persone che anno dopo anno, ormai da sessant’anni, lavorano per rendere grande il Carnevale di Ceggia.