Obiettivo
- avvicinare gli alunni al mondo dell’arte;
- sensibilizzarli al senso estetico;
- prendere coscienza della relazione gesto/colore/emozione;
- cogliere le potenzialità espressive della linea e delle forme geometriche nelle molteplici variazioni
- sviluppare la libera espressione e la rielaborazione di temi e soggetti in forma creativa;
- esternare emozioni e luoghi del vissuto personale
L'argomento
La proposta progettuale offerta dalla Collezione Peggy Guggenheim, dal titolo “ SIMBOLI ” rivolta a tutti gli ordini scolastici, , alla quale le classi seconda e quarta della scuola primaria “E. Filiberto” hanno aderito, rientra nel quadro delle iniziative di CITTADINANZA ATTIVA e di EDUCAZIONE AL VIVERE CIVILE previste per l’a.s. 2025/26.

l simbolo è un modo estremamente efficace di usare un’immagine, ma è anche utilizzabile solo nell’ambito culturale in cui si sviluppa e diventa riconoscibile come tale. Fin da bambini, ad esempio, abbiamo imparato ad associare alla forma del cuore sentimenti quali l’amore o l’affetto e abbiamo usato e interpretato tale immagine come simbolo di essi, ma se mostrassimo il disegno di un cuore a qualcuno che non l’avesse mai visto lo vedrebbe solo per ciò che appare: una forma colorata senza nessun significato particolare, il cuore per lui non sarebbe simbolo di nulla.
Un simbolo, quindi, è tanto più efficace quanto è più facilmente e universalmente riconoscibile come tale. Segno e simbolo sono due diversi modi espressivi utilizzati da molti artisti nell’arte moderna e contemporanea. Il segno è solitamente preferito da coloro che disegnano d’impulso o prediligono trasmettere un’emozione. Il simbolo, al contrario, è preferito da chi ama creare qualcosa di meno espressivo e che difficilmente riproduce la realtà che lo circonda o le sue emozioni in modo esplicito. In disegni di questo tipo ciò che interessa all’artista è il messaggio che vuole esprimere piuttosto che il soggetto che va a rappresentare.
Sarà proprio attraverso l’osservazione e l’analisi di dipinti surrealisti e contemporanei che gli alunni verranno invitati a codificare una serie di gesti, che rappresentati con tecniche e materiali diversi, produrranno immagini personalizzate con cui raccontarsi.
“L’incontro dei bambini con l’arte sarà quindi l’occasione per guardare con occhi diversi il mondo che li circonda.” (Indicazioni nazionali per il curricolo 2012)

Attività
Il progetto “PAROLE SENZA VOCE: IL POTERE DEI SEGNI” si è focalizzato su attività pratiche: dal segno come elemento base del disegno, all'uso di simboli per rappresentare concetti astratti come la vita o la speranza. Oltre alle opere viste durante la visita al museo, è stato proposto agli alunni di entrambe le classi anche un percorso artistico ispirato ad ALIGHIERO BOETTI , proprio per aiutarli a scoprire che anche un segno semplice può raccontare un’idea, un messaggio.
“BOETTI ci insegna che anche le parole possono diventare arte, non solo per quello che dicono, ma anche per come si vedono.”
L’input iniziale di questo percorso adattandosi all’età degli alunni, ha seguito le seguenti fasi di sviluppo :
Fase 1 : Introduzione al segno (Elementi base del disegno)
• Che cos'è il segno: Spiegare ai bambini che il segno è
l'elemento fondamentale dell'arte, come il punto, la linea e la
macchia.
• Attività pratica: sperimentazione con diversi strumenti
(matita, gesso, pastelli, pennarelli) per creare una varietà di
segni e linee (dritte, curve, spezzate, tratteggiate).
• Osservazione del mondo: Portare gli alunni a osservare i segni
che li circondano nella quotidianità (le linee su una strada, le
venature del legno, le forme delle nuvole).
Fase 2: I simboli nell'arte (Significati nascosti)
• Che cos'è il simbolo: Introdurre il concetto di simbolo come
un'immagine che rappresenta qualcosa di più di sé stessa
(ad es., un cuore che simboleggia l'amore).
• Lettura ed interpretazione di alcune opere d’arte presenti
nella collezione Peggy Guggenheim e dei loro artisti.
• Visita alla collezione Peggy Guggenheim e partecipazione
alle attività laboratoriali proposte
• Rielaborazione a scuola del laboratorio proposto sul concetto
di SIMBOLO
Fase 3: Presentazione di ALIGHIERO BOETTI con visione e analisi di alcune opere per cogliere :
• la presenza di lettere e parole
• l’uso della griglia
• la ripetizione
• il rapporto tra ordine e creatività
Fase 4: sviluppo dell’attività e creazione artistica, ispirata ad ALIGHIERO BOETTI, in modalità diverse:
• CLASSE SECONDA: l’attività è stata proposta in modo semplice e vicino all’esperienza dei bambini, partendo dalle lettere del proprio nome, osservandole e rielaborandole in modo semplice e creativo. Ogni alunno ha scelto un’iniziale o una lettera significativa, trasformandola in un segno grafico con colori, ripetizioni e piccole variazioni. I lavori sono stati poi raccolti in una composizione collettiva, per rappresentare la classe come un gruppo in cui ciascuno è unico, ma parte di una comunità.
• CLASSE QUARTA :l’attività è iniziata con una conversazione guidata per individuare parole che rappresentassero l’identità della classe, come rispetto, amicizia, aiuto e collaborazione. Dopo l’osservazione di alcune opere dell’artista, gli alunni hanno riflettuto su come lettere e parole possano trasformarsi in immagini attraverso ordine, ripetizione e colore. Ciascuno ha quindi scelto una parola significativa e l’ha rielaborata in una composizione creativa. I lavori individuali sono stati infine raccolti in un elaborato collettivo, espressione dei valori condivisi dal gruppo classe.
Le fasi sviluppate con gli alunni hanno coinvolto nello specifico, gli ambiti: linguistico e artistico-espressivo ma anche tutte le altre discipline. Le proposte progettuali, seppur aventi lo stesso contenuto, sono state presentate e sviluppate rispettando le abilità e competenze in possesso alle classi.
Le attività proposte sono risultate particolarmente efficaci nelle nostre classi perché hanno unito la dimensione espressiva a quella relazionale. Da un lato esse hanno permesso ai bambini di avvicinarsi all’arte contemporanea attraverso un linguaggio accessibile, fatto di lettere, colori e ripetizioni; dall’altro li ha aiutati a riflettere su chi sono come gruppo, su ciò che li unisce e su quali parole sentono come proprie. In questo modo l’esperienza artistica è diventata anche occasione di educazione alla cittadinanza, all’ascolto reciproco e alla costruzione di un’identità comune.